Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/05/21 (4^ parte) Data: mercoledì 21 maggio 2003 14.47 CLAUDIO BAGLIONI PRESENTA IL NUOVO CD "SONO IO, L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO" "Canto l'amore e la leggerezza" di Erika Barbacelli ANCONA - Non serve la macchina del tempo per ritornare agli anni '70 quando un ragazzo ricciuto con gli occhiali setacciava l'Italia raccontando l'amore con le note. Ora, più maturo, riprende il cammino filtrato con occhi d'adulto. Claudio Baglioni torna a parlare d'amore. Ha il colore della pacatezza e dell'equilibrio il suo nuovo album, da venerdì nei negozi. Un album "plurale". Destinato ad aprire le braccia ad un pubblico ampio come ogni volta che il Claudio nazionale decide di fornire la chiave della nuova ispirazione-esplorazione. Questa volta "Sono io, l'uomo della storia accanto": "Un viaggio collettivo sul recupero dell'identità", ha spiegato l'autore. Tredici inediti per ritornare a calcare i vecchi ed eterni binari dei sentimenti. C'è molto spazio per la coppia ("Mai più come te", "Quei due", "Tienimi con te", "Tutto in un abbraccio"), ma ancora più frequente (ben due le canzoni dedicate) il rapporto padre-figlio in cui Baglioni gioca nella duplicità dei ruoli. Da genitore ("Grand'uomo") e nel ricordo del padre (Patapan). E chissà cosa penserà Giovanni (da poco 21 anni, ed anche lui musicista) quando sentirà la canzone? E poi un brano di speranza "Al di là del ponte" e di no alla guerra (Requiem) fino alla scanzonata "Serenata in sol": "La più sguaiata dell'album, l'accettazione della propria "cialtroneria". Ballate che procedono tra le note di sempre, arrangiate ed eseguite dagli amici-musici storici (Paolo Costa e Danilo Rea). Tredici brani che, ammette Baglioni, partono da temi individuali per poi defluire in argomenti concertati. Dunque, da un "io" a tanti "io". Un album che chiude un capitolo e ripropone il nuovo percorrendo direzioni sicure e consolidate. Meno impegnato di altri ma non meno impegnativo. Più veloce visto che per "dargli un vestito" tra produzione, arrangiamenti e registrazioni ha richiesto "solo" dieci mesi, ha ricordato il cantante. A differenza dei più recenti che contavano tempi di tre anni. Album più "strutturati", li definisce riferendosi alla trilogia degli anni'90. "Mentre questo - ha detto - è lontano dalla ricerca ossessiva dei linguaggi sconosciuti. Questo disco lo conosco" ha affermato. Ed anche bene, perché parla di "storie, accennate o semilavorate, perché non tutto può essere raccontato. Storie normali, di questi giorni, storie di ricordi". Un disco d'amore. Prima di tutto. Ci tiene a dirlo. "Un amore che chiede urgenza. La medicina a un senso di spaesamento. Mi sembra di essere tornato indietro con l'età raccontando di entusiasmi di un certo gusto, di un certo sapore". E poi due canzoni sulla "leggerezza": "Sulla strada di casa mia" e "Serenata in sol" per identificare secondo Baglioni, "Sono io, l'uomo della storia accanto". Ma saranno solo quattro o cinque, confida l'artista della maglietta fina, quelle che gireranno l'Italia con lui nel tour che prenderà il via da Ancona il 14 giugno dallo Stadio del Conero. Fonte: "Corriere Adriatico" .......................... Musica. Tredici brani all'insegna dell'intimità BAGLIONI, «SONO IO» LA VITA IN CANZONI Venerdì esce il nuovo album dell'artista romano ROMA - Io e noi, semplicità e monumentalità, leggerezza ed impegno: sono i poli che racchiudono le tredici nuove canzoni di Sono io, l'uomo della storia accanto, il nuovo album di Claudio Baglioni che traduce in poesia rapporti complessi come quelli tra padre e figlio, tra uomo e donna, tra artista e pubblico e tra i popoli del mondo. Il cd, in uscita venerdì, non doveva avere, almeno nelle intenzioni dell'autore, un filo conduttore, anche se oggi, a lavoro finito, durato dieci mesi, lo stesso Baglioni ne individua uno: «L'urgenza di amore, come medicina possibile ad un senso di spaesamento individuale e collettivo». Chiusa la trilogia degli album 'a concetto' degli anni '90 (Oltre, Io sono qui e Viaggiatore sulla coda del tempo), molto meditati e complessi, Baglioni ha scelto di realizzare un cd piùleggero, immediato, «fatto a mano» con la freschezza di ispirazione e di scrittura che lo accompagnava negli anni '70. Serenata in sol è il brano più riuscito in questo senso, «una serenata sderenata contro questa vita arenata», ovvero «la canzone piùsguaiata del cd», come la definisce Baglioni. All'estremo opposto troviamo Requiem, un pezzo monumentale di forte pathos contro la guerra, contro ogni guerra. Il manifesto autobiografico Sono io, il singolo trasmesso dalle radio, apre la track list; seguono le canzoni d'amore Tutto in un abbraccio, Mai piùcome te (una ballata acustica destinata a diventare un successo), Sulla via di casa mia che celebra la quotidianità di un rapporto, Quei due e Tienimi con te, sul bisogno di trovare un rifugio nella propria metà. La relazione padre-figlio e quella figlio-padre sono al centro dei brani Grand'uomo e Patapan. «Si tratta dei rapporti più complessi da abbracciare, quelli meno conclusi, meno individuabili e definiti». Fonte: "La Provincia di Cremona" .......................... IL NUOVO ALBUM CLAUDIO BAGLIONI IN BILICO TRA LEGGEREZZA E IMPEGNO In «Sono io l'uomo della storia accanto» canzoni d'amore e brani sociali. «Questo lavoro mi riporta ai tempi di "Strada facendo"» Da Roma Massimo Gatto Per promuovere il nuovo album Sono io l'uomo della storia accanto Claudio Baglioni è già stato quasi ovunque: alla Notte dei Telegatti come a Zelig Circus, passando per Viva Radio Due di Fiorello. Una scelta dettata dalla necessità di dare una scossa al pubblico: il primo singolo Sono io, infatti, almeno in radio, non ha dato i risultati sperati. Al punto che è già stato cambiato con il nuovo Tutto in un abbraccio. Ma Claudio è un combattente nato. E farà di tutto per convincere i fan che le nuove canzoni-fiume (alcune durano oltre 7 minuti) meritano attenzione. Tanta attenzione. Perché questo lavoro prova ad aprire un nuovo capitolo in quel cammino cominciato dal cantautore romano 35 anni e 15 album fa. «Volevo concretizzare - spiega Claudio - pensieri più concisi rispetto a Viaggiatore sulla coda del tempo e raccontare non una, ma una serie di storie». E ancora: «Avevo in mente un disco vero, "fatto a mano", che mi riportasse ai tempi di Strada facendo e penso di esserci riuscito. È stata Mai più come te che mi ha fatto capire la diversità di quanto stavo facendo rispetto al passato. Tutto in un abbraccio, il nuovo singolo, è invece quello che ha dato maggior riconoscibilità alla mia vicenda musicale attuale». Nel resto del disco c'è posto per i birignao e le allitterazioni (come quella «serenata sdrenata contro questa questa vita vita arenata» che occhieggia tra i solchi di Serenata in Sol) ma anche alle livide visioni di Di là dal ponte su un mondo nel quale «la dignità sembra proibita» ed «essere uomo è già un castigo». Claudio le spiega così: «Il mondo oggi è governato da pochi che si autonominano maggioranza. E sono "maggioranze" che ogni tanto si dimenticano il perché sono state elette. Se non c'è dignità nel cosiddetto terzo mondo, afflitto da prostituzione e malattie, ce n'è poca anche in quell'Occidente dove la rissosità politica su ogni argomento finisce col cancellare le domande dei cittadini». Baglioni politico? O addirittura "pacifista", com'è stato detto dopo il brano Requiem? «Né uno né l'altro. Chiedo solo rispetto e pace, per tutti. E voglio sottolineare che è grazie agli interventi del Papa se le cose in Iraq non sono ulteriormente peggiorate». Sono io l'uomo della porta accanto sarà anche un kolossal da stadio che porterà il cantore della maglietta fina il 14 giugno ad Ancona, il 19 a Milano, il 23 a Padova, il 27 a Firenze, il primo luglio a Roma, il 5 a Napoli e il 12 a Catania. «Quelli saranno dei concerti-rito; un contesto inadeguato al nuovo album, di cui proporrò 4-5 brani al massimo» anticipa. «Mi piacerebbe affrontarlo meglio in un altro contesto come quello teatrale, magari fermandomi nella stessa città più sere di seguito. Se ne riparlerà in autunno». Fonte: "L'Avvenire" .......................... «VOGLIA DI LEGGEREZZA, MA NON TROPPO» dall'inviato Federico Vacalebre Roma. Voglia di leggerezza e voglia di kolossal tentano di convivere da anni nel Baglioni che tenta di conciliare l'eredità dei megahit nazionalpopolari con una maturazione, umana ancor prima che artistica, che gl'impedisce di ribattere le strade dei piccoli grandi amori e dei sabato pomeriggo. Anche «Sono io», il nuovo album in uscita venerdì, si presenta come un ritorno alla semplicità, ma poi allunga i brani oltre il consentito dalla dittatura dei programmatori radiofonici. Partiamo dal titolo: chi è oggi Claudio Baglioni? «Un uomo assalito dall'urgenza dell'amore e della pace, da un senso di spaesamento individuale e collettivo. Un cantautore che s'è accorto di essersi complicato la vita negli ultimi anni, complicando anche le proprie musiche e i testi. Penso soprattutto a "Viaggiatore sulla coda del tempo": oggi lo semplificherei, ma non lo rinnego, anche se ora rinuncio a qualsiasi pretesa da concept album e all'esasperata ricerca di novità. Ci ho messo appena dieci mesi a mettere a punto "Sono io", rispetto ai tre anni abituali: è una scelta, non un caso». Però le radio faticheranno a passare canzoni che durano una media di cinque minuti. «Faticheranno anche a trasmettere pezzi che parlano di pace o che rubano le strofe a Bach. Vado controcorrente, non ho voglia di fare musica rispettando leggi che non sono mie». Ben due brani parlano del rapporto padre-figlio: «Grand'uomo», dedicata a tuo figlio Giovanni, chitarrista ventunenne che ti seguirà in tour, e «Patapan», in ricordo di tuo padre Riccardo. «Oggi che ho sperimentato entrambi i ruoli mi accorgo che si tratta di uno dei rapporti più difficili: un padre e un figlio sono come due rami dello stesso albero che finiscono per non conoscersi davvero, divisi dall'età e dai ruoli». «Sono io» comincia navigando nel privato tra storie d'amore e affetti familiari, ma finisce con vicende collettive come quelle evocate da «Requiem», «Al di là del ponte» e «Per incanto e per amore». «È vero, forse un filo rosso alla fine c'è anche in quest'album. "Requiem" nasce da un bisogno di fare musica contro i rumori della guerra, anche se non serve, anzi... Io ho detto la mia e sono stato tacciato di essere pacifista, partigiano... Sembra quasi che non si abbia più diritto di parola. Ancora non mi va di tacere, sono contro la guerra, anche se non sono mai sceso in piazza sono rimasto esterefatto dalle offese riversate sulla bandiera arcobaleno». Il cittadino Baglioni non sembra convinto di vivere nel migliore dei paesi. «Certo e lo canto quando dico che "si scambia la maggioranza con la povera ragione" o quando parlo della "dignità" che "sembra proibita". Certi vecchi vizi italiani sono tornati di moda, la politica è troppo e inutilmente rissosa, le divisioni tra i poli esasperate. Sento aria di regime, non dico dittatura, si può essere accusati solo perché si canta di pace, di uomini persi, di boat people senza diritti». Veniamo al tour, al via il 14 giugno da Ancona per attraversare l'Italia e approdare al San Paolo il 5 luglio. «Sabato sarò a Napoli per i provini degli artisti che arruolerò nel mio concerto tappa per tappa, aggiungendoli alla band, l'orchestra e una quarantina di "animatori" fissi. Non vedo l'ora di partire, anche perché cercando talenti da coinvolgere ho scoperto che l'Italia non è sonnacchiosa e senza originalità come si dice. Anche questo è un problema politico e culturale; ci sono troppi giovani talenti a cui nessuno dà una possibilità». E la tv? «Rai e Mediaset mi cercano, si dicono conquistate dai miei progetti, ma poi, al momento dei contratti, spariscono, forse sono troppo attento alla qualità, anche tecnica. Comunque, ho registrato una puntata di "Zelig" con Bisio e la Hunziker: guardatemi, mi sono davvero divertito». Fonte: "Il Mattino" .......................... IL DISCO POP ECUMENICOCHE ARRUOLA PERSINO BACH Dall'inviato Roma. «Sono io» ha un sottotitolo: «l'uomo della storia accanto». Ha foto di copertina che mostrano un Baglioni in forma smagliante, anche troppo, quasi il tempo (51 anni) per lui non passasse. Ha melodie che non si complicano la vita nell'impossibile inseguimento di un Peter Gabriel, ma nemmeno rinunciano alla maestosità garantita dagli archi o dalla possibilità di scale complesse come in «Quei due» (cantarla dal vivo negli stadi d'Italia non sarà sempre facile). Ha versi di facile lettura che si concedono moderatamente al richiamo dello stile panelliano: «Come un maschio alla deriva/ con il raschio che gli annega giù nella saliva», oppure «Lui ha un sorriso più smagliato/ e si specchia e taglia/ strade di tovaglia/ e quella storia vecchia/ che già impaglia». Ha incipit che ricordano «Se telefonando» («Tutto in un abbraccio»), costruzioni che richiamano il Baglioni che fu («Grand'uomo»), divertenti giochi di parole («Serenata in sol»), andamenti latini («Quei due»), concessioni alla retorica on the road («Fianco a fianco» con tanto di «alè oh oh»), dichiarazioni di fede pacifista e solidaristica. Nell'attesa di vedere come il mercato in crisi accetterà «Sono io» dopo un debutto radiofonico a dir poco tiepido, Baglioni incunea nel suo pop ecumenico persino la cantata 147 di Bach utilizzata come spunto della strofa della conclusiva «Per incanto e per amore»: leggerezza sì, ma monumentale, ammesso che sia possibile. L'uomo della storia accanto, insomma, gira pagina ma non troppo, convinto che sia possibile praticare una canzone adulta, venata di grandeur ma in fondo coerente con gli inizi del cantastorie dei giorni nostri. Fonte: "Il Mattino" .......................... FILO DIRETTO CON «IL MATTINO» Sabato napoletano per Claudio Baglioni, impegnato la mattina al Palapartenope con i provini per lo show al San Paolo, poi al Maschio Angioino con il sindaco Iervolino per presentare appunto il concerto del 5 luglio, quindi alle 15 ospite del «Mattino» per un filo diretto con i lettori del nostro giornale: il cantautore risponderà per un'ora alle 16 alle telefonate che arriveranno al numero 081/7947542. Fonte: "Il Mattino" .......................... BAGLIONI: CANZONI PER IL FIGLIO E PER IL PADRE SCOMPARSO Si intitola "Grand'uomo", la nuova canzone scritta da Claudio Baglioni per il figlio Giovanni nell'album "Sono io l'uomo della storia accanto", nei negozi da venerdì. "Patapan" c invece una lirica nostalgica dedicata allo scomparso papa Riccardo. Fonte: "Libertà" .......................... ESCE VENERDÌ IL NUOVO CD DI BAGLIONI Ci sono voluti 10 mesi di lavoro per arrivare all'album «Sono io l'uomo della storia accanto» di Claudio Baglioni che uscirà venerdì. 13 inediti, 75 minuti di bella musica: dalla ballata acustica «Sono io» al brano dedicato al figlio Giovanni («Grand'uomo») e uno al padre scomparso («Patapan»). Fonte: "L'Eco di Bergamo" .......................... Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .txt -- ******************************************************************************** CEPU fornisce assistenza e preparazione, con un tutor per ogni studente, a tutti coloro che intendono sostenere gli esami presso le università italiane. I tutor Cepu, guidando gli studenti nello studio, li aiutano a scoprire il loro stile di apprendimento, utile nello studio come nella vita. 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